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    Mafia russa

    Titolo orginale: Ganavim ba Hok; S.M.S. Productions, LE Vision Film: 2010
    Autore: Alexander Gentelev
    Produzione: S.M.S. Productions, LE Vision Film (2010)
    Durata: 91'
    Tribeca Film Festival 2010
    Hot Docs 2010
    Docaviv 2010
    Warsaw Film Festival 2010

    Il regista Alexander Gentelev è riuscito a intervistare tre uomini d’affari russi, considerati tra i più potenti e, nello stesso tempo, pericolosi. Oggi sono influenti businessman ma in origine erano criminali di spicco della mafia russa.
    In Russia, forse più che in altre parti del mondo, gli interessi politici ed economici sono strettamente legati e la malavita influenza sia l’economia sia la politica. La mafia russa nasce nei Gulag. I deportati - per lo più criminali - hanno formato un’ organizzazione in cui ogni appartenente deve attenersi a un codice di "completa sottomissione alle leggi dell’organizzazione criminale”. Verso la fine degli anni ’80, i reclusi appartenenti alla mafia russa, chiamati “vor v zakone”, ovvero “ladri legalizzati”, sono stati reinseriti nella società e si sono accaparrati una fetta importante degli affari che in quegli anni si andavano sviluppando nel paese, dando così vita a uno dei periodi di maggiore violenza criminale della storia russa. I mafiosi hanno fornito “protezione” agli investitori stranieri e stabilito rapporti di collusione con il mondo politico e con la chiesa ortodossa.
    I tre businessmen intervistati raccontano le loro attività e il loro stile di vita dando l’impressione di essere persone normali e addirittura gradevoli. Tuttavia, la freddezza e la determinazione con cui raccontano i crimini in cui sono stati coinvolti e le violenze inflitte fanno rabbrividire. Raramente si censurano davanti alle telecamere, anzi, si fanno quasi vanto di raccontare esattamente chi sono.
    Ognuno dei tre intervistati svolge oggi un’attività diversa: Bilunov, chiamato Mackintosh, è uno dei numerosi boss migrati in Israele, paese da cui è facile curare i propri interessi senza essere perseguiti. Oggi vive lussuosamente a Cannes, è uno dei più grandi sostenitori della Chiesa ortodossa ed è appoggiato da Putin. Alimzhan Tokhtakhounov noto per aver corrotto i giudici delle olimpiadi di Salt Lake City è sulla lista nera dell’Interpol. Infine Dyomochka, noto come Bondar, ha deciso di realizzare un film sulla sua esperienza di “ladro legalizzato”, progetto ovviamente finanziato con soldi provenienti da attività illecite.


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